Alleanza nazionale stringe i
tempi sulle liste per le politiche. Alemanno rileva la
circoscrizione del ”governatore” Storace. Scende in pista
anche l’ex dc Saporito
Roma, An prepara la rivoluzione nei collegi
L’immunologo Aiuti e
l’avvocato Consolo i nomi nuovi, colonnelli arruolati al
Sud e al Nord
di CARLO FUSI
ROMA — La
partita dei sindaci è quella che fa più
rumore, com’è ovvio. Ma dietro le quinte tutte le
forze politiche sono alle prese con un’altra, altrettanto
cruenta, battaglia: quella delle candidature. E se Silvio
Berlusconi stabilisce quote e ripartisce seggi, a destra
alcune idee guida sono già chiare e si aspetta solo
l’apertura ufficiale della campagna elettorale per renderle
note. E siccome il Lazio è la regione-cuore di
Alleanza nazionale e nel Lazio si giocherà la mano
forse decisiva per il risultato complessivo delle
politiche, è a Roma che le grandi manovre sono in
atto.
Ma An non è solo Roma. Ci sono importati
realtà nazionali che devono essere salvaguardate
mentre sulla capitale Gianfranco Fini è deciso a
dispiegare il massimo sforzo per inserire facce nuove e di
grande impatto che possano attirare il più possibile
consenso.
Il leader della destra ha deciso di
impiegare due dei principali colonnelli del partito in una
strategia di recupero di posizioni perdute e riscatto di
quelle insoddisfacenti. Per questo Adolfo Urso, portavoce
del parto, sarà capolista del proporzionale in
Veneto (nella seconda circoscrizione: la prima è
appannaggio di Gustavo Selva, unico pezzo d’Italia
"nordista" in cui An è superata dalla
Lega; mentre Maurizio Gasparri farà il numero uno in
Calabria, regione dove una volta An era fortissima e che
invece negli ultimi tempi, voti alla mano, ha riservato
più di una amarezza agli inquilini di via della
Scrofa. Naturalmente entrambi verranno candidati anche a
Roma pur se non negli stessi collegi uninominali del ’96
(che erano entrambi "di frontiera" e infatti
nessuno dei due fu eletto): in caso contrario si sarebbe
trattato di una sorta di allontanamento forzoso. Si tratta
invece di usare la visibilità nazionale di due
dirigenti per dare spessore alla campagna elettorale di due
regioni strategiche sia ai fini del risultato complessivo
che a quelli degli equilibri interni al Polo.
Parallelamente, Fini - che sarà capolista nella
capitale, a Napoli e in Puglia: elemento quest’ultimo di
particolare rilevanza visto che Pinuccio Tatarella non
c’è più - per Roma punta su alcuni nomi di
grande richiamo con un curriculum non politico. Il primo e
più significativo, almeno dal punto di vista
mediatico, è quello dell’immunologo Ferdinando
Aiuti, uno dei massimi studiosi mondiali dell’Aids. Anche
se non è ancora ufficiale, Fini (e Storace, che si
è molto speso in questo senso) sembra davvero
vicinissimo ad accaparrarsi il suo sì. Altro nome di
spicco è quello dell’avvocato Giuseppe Consolo,
personaggio sul quale il numero uno di An punta davvero
molto. Per capire la rilevanza della scelta si può
ricordare che proprio nello studio di Consolo c’è
stata la presentazione ufficiale di Francesco Storace
candidato governatore: in quell’occasione venne
personalmente Silvio Berlusconi a dare il via libera.
Infine Learco Saporito: di provenienza dc, Saporito fu tra
i primi esponenti scudocrociati ad aderire ad An. Ultima
notazione sempre su Roma: nel collegio che elesse Storace
dovrebbe candidarsi Gianni Alemanno, esponente di spicco
della Destra sociale. Alemanno infatti è in
vantaggio su Cesare Cursi, che pure aveva mire dello stesso
genere.