| Intercettazioni,
sì della Camera a Forleo
Roma.
Nessuna sorpresa. L’aula della Camera ha confermato ieri il voto
espresso dalla Giunta per le Autorizzazioni lo scorso 26 settembre: sulle
intercettazioni di Massimo D’Alema, Ds, l’assemblea di Montecitorio
non è competente a decidere, mentre dà il via libera al
gip di Milano Clementina Forleo a usare le telefonate di Piero Fassino,
Ds, e Salvatore Cicu, Forza Italia, nel processo a carico di Giovanni
Consorte, ex numero uno di Unipol. Governo assente in aula, a dire di
sì sul caso Cicu sono 249 deputati, mentre in 219 votano contro,
8 le astensioni.
Per l’incompetenza sul caso di D’Alema 270 i sì, 25
i no e 182 gli astenuti. Ancora diverso l’esito per Fassino, le
cui intercettazioni potranno essere usate grazie a 327 voti favorevoli,
131 contrari e 14 astensioni. Anche in questa occasione l’Unione
si è, comunque, divisa. L’Udeur vota contro l’autorizzazione
per Fassino, come la la Rosa nel Pugno, mentre l’ulivista Gerardo
Bianco si astiene. L’Idv, invece, va per la sua strada sulle votazioni
per D’Alema. Il partito di Di Pietro è contrario al rinvio
degli atti al tribunale di Milano e così dice no alla decisione,
prima in Giunta e poi anche in aula, di incompetenza. Anche se il ministro
degli Esteri all’epoca dei fatti era un europarlamentare - sottolinea
Federico Palomba, Idv - ora è comunque la Camera a doversi esprimere.
Con l’Idv anche i forzisti Stefania Craxi, Francesco Giro, Giorgio
Jannone, Paolo Uggè, il repubblicano Giorgio La Malfa e l’esponente
di Destra Teodoro Buontempo. Il dibattito si svolge senza sorprese, né
contrapposizioni, né polemiche. Solo il deputato di An Giuseppe
Consolo stigmatizza l’assenza del governo, ma il presidente
della Camera Fausto Bertinotti non dà seguito alla sua protesta.
È Ignazio La Russa, capogruppo di An, a rileggere alcuni brani
delle intercettazioni e a soffermarsi con una certa insistenza su quel
«Facci sognare!», detto da D’Alema a Consorte per il
tentativo di scalata dell’Unipol alla Bnl. Ma anche in questo caso
la polemica non decolla. E così, dopo il clamore per la pubblicazione
delle telefonate e dopo circa due mesi di dibattito in Giunta, il voto
in aula va come previsto. L’attenzione si sposta ora alla Giunta
di Palazzo Madama, ancora alle prese con i senatori intercettati: Nicola
La Torre, Ds, e Romano Comincioli e Luigi Grillo, Forza Italia. |