| Nuova
riforma della Giustizia
Mastella cancella Castelli
An, FI e Lega non votano
E' passata con 281 sì nella notte tra venerdì e sabato la
riforma dell'ordinamento giudiziario che modifica quella che era stata
approvata dal centrodestra nella precedente legislatura. Compatta la maggioranza
alla Camera con la sola parziale defezione della Rosa nel pugno che si
è astenuta. "Per lealtà a questo governo, noi socialisti
e radicali della Rosa nel Pugno -ha spiegato Enrico Buemi- ci asterremo,
ma con questa astensione vogliamo ribadire la necessità di modifiche
che non possono tardare". Diverso invece l'atteggiamento del centrodestra.
Forza Italia e An infatti non hanno partecipato al voto, mentre Lega e
Udc sono rimaste in Aula e si sono espresse contro il provvedimento. ''Votiamo
convintamene contro la controriforma della legge Castelli -ha sottolineato
l'esponente del Carroccio Gianluca Pini- Per un partito come la Lega Nord
Padania -che della libertà, dell'uguaglianza e della giustizia
vera ha fatto le proprie bandiere- non è possibile accettare un
provvedimento che non tutela assolutamente i cittadini, ma è volto
solo ed esclusivamente a consolidare un potere e una posizione di rendita
da parte dei magistrati".
"Questa controriforma -ha invece affermato Erminia Mazzoni dell'Udc-
non risponde alla domanda di giustizia che i cittadini rivolgono allo
Stato da molto tempo ed è la definizione normativa del principio
che questo esecutivo governa in nome di una sola parte del popolo italiano.
Ciò che questa maggioranza sta per approvare sembra più
un contratto di categoria scritto da un sindacato che una riforma ordinamentale
di una delle funzioni essenziali dello Stato.
Ci vediamo costretti a votare contro questo disegno di legge, che non
posso chiamare riforma, perchè continueremo sempre e comunque a
lavorare a favore del cittadino e degli interessi del cittadino".Da
An Giuseppe Consolo ha ribadito la scelta
del suo partito di "abbandonare l'Aula in segno di protesta verso
la maggioranza di governo, che non solo ha voluto escludere gli avvocati
italiani dai consigli giudiziari, quasi fossero intrusi o appestati, ma
non ha neanche voluto dare una risposta sulle ragioni di questa inspiegabile
esclusione". "Lasciamo solo a voi -ha detto invece Gaetano Pecorella
di Forza Italia- la responsabilità di approvare una legge veramente
ingiusta, in particolare, sotto il profilo della terzietà del giudice
e dell'indipendenza di ogni singolo magistrato, che sarà in balia
della appartenenza a questa o quell'altra corrente. Noi non parteciperemo
al voto". Contro il proveddimento si sono espressi anche Movimento
per le Autonomie, Dc per le Autonomie e Nuovo Psi. Questo l'esito del
voto finale: presenti 319, votanti 306, astenuti 13, maggioranza 154;
hanno votato sì 281, hanno votato no 25 .
Edizione n. 1403 del 30/07/2007
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