Dc riammessa, elezioni a rischio rinvio. Il Viminale chiede revoca ordinanza
La decisione compete al governo e al presidente della Repubblica. Pizza: ''Abbiamo il diritto di svolgere la campagna come gli altri''. E Del Mese attacca il ministro dell'Interno: ''Si è trattato di un'arbitraria decisione amministrativa e di insensibilità politica''. Berlusconi: ''Sarebbe un danno per il Paese''. Contrario anche Veltroni.
Roma, 2 apr. (Adnkronos/Ign) - Il ministro dell'Interno Giuliano Amato (nella foto) non esclude il rinvio delle elezioni dopo l'accoglimento del ricorso e la conseguente riammissione alla competizione elettorale della Dc di Giuseppe Pizza. Il nodo evidenziato da Amato in occasione di un incontro pubblico a Reggio Emilia, è in particolare l'attesa del giudizio di merito sulla vicenda. In caso di sciogliemento definitivo della vicenda a favore della lista, con il convolgimento del Tar del Lazio ed eventualmente anche della Cassazione, vi sarebbe poi la necessità di adeguare le schede elettorali e di consentire alla lista stessa di svolgere una nomale campagna elettorale. La decisione in materia di eventuale rinvio della data delle elezioni, ha sottolineato lo stesso Amato, compete comunque a chi ha fissato le date attuali, e cioè governo e presidente della Repubblica.
Il Viminale, dal canto suo, ha "incaricato l'Avvocatura dello Stato di avanzare istanza di revoca dell'ordinanza emessa dalla V sezione del Consiglio di Stato in relazione alla lista della Democrazia cristiana essendo ormai iniziato il procedimento elettorale". Mentre il ministero dell'Interno ha dato incarico all'Avvocatura dello Stato di proporre ricorso alle sezioni unite della Corte di Cassazione per regolamento preventivo di giurisdizione perché sia risolta una volta per tutte la questione della competenza a giudicare sul processo elettorale.
"L'esclusione dalla competizione politica nazionale non è dovuta a una nostra responsabilità'' e ''l'ordinanaza del Consiglio di Stato ci ha dato ragione'', dichiara il segretario nazionale della Democrazia cristiana, Giuseppe Pizza, ai microfoni di 'Infoparl.it' sottolineando che ''ora abbiamo diritto di svolgere la campagna elettorale come tutti gli altri partiti".
''L'ordinanza del Consiglio di Stato sull'ammissione della Dc alle liste elettorali, pone in evidenza la responsabilità esclusiva del ministero degli Interni che, con decisione inquietante e in aperta violazione di numerosi provvedimenti dei giudici amministrativi, che avevano accertato la non confondibilità tra i simboli della Dc e dell'Udc, ha escluso le liste della Dc dalla competizione elettorale'', ha scritto in una nota Paolo Del Mese. ''Si è trattato - continua Del Mese - di un'arbitraria decisione amministrativa e di insensibilità politica da parte del ministro degli Interni più volte da me sollecitato, anche per iscritto, per un incontro chiarificatore, sempre disatteso, al fine di evitare le conseguenze dell'ordinanza del Consiglio di Stato che crea problemi organizzativi e politici anche ai fini del rispetto della par condicio per tutti i partecipanti alla competizione elettorale''. ''Resto perplesso circa le affermazioni del ministro Amato sulla necessità di attendere la decisione definitiva del Tar - aggiunge poi - in quanto l'ordinanza del Consiglio di Stato dispone l'ammissione definitiva della lista appellata alla consultazione elettorale e, dunque, l'esecuzione immediata della stessa''.
La notizia non ha mancato di suscitare reazioni. Il rinvio delle elezioni sarebbe per Silvio Berlusconi, leader del Pdl, "un danno notevole per un Paese che ha bisogno di un governo immediatamente operativo e immediatamente efficace. Sarebbe un altro regalo di questo governo della sinistra che francamente gli italiani non meritano". "Assolutamente contrario al rinvio delle elezioni'' anche il leader del Pd Walter Veltroni.
"Non ho sentito Pizza ma ci sono persone nostre che sono in stretto contatto con lui", aggiunge quindi il candidato premier del Popolo della Libertà , rivolgendo un nuovo appello a Giuseppe Pizza, leader della Dc. "Io mi auguro - ha detto il Cavaliere - che Pizza dia un segno di responsabilitàche credo lo premierebbe anche elettoralmente".
''Siamo sereni, per noi non cambia niente. Ci atteniamo a quello che deciderà il governo'', commenta Pier Ferdinando Casini giudicando in ogni caso ''assurda'' la situazione. ''E' sotto gli occhi di tutti, basta guardare i simboli'', spiega facendo riferimento alle differenze tra il simbolo dell'Udc e lo scudocrociato di Pizza. Ma non ritiene che la presenza di un altro scudocrociato sulla scheda possa creare confusione agli elettori: ''Non credo che ci saranno problemi''.
Mentre per An è Giuseppe Consolo a fare i conti notando che ''le affermazioni del ministro dell'Interno secondo le quali si potrebbe rinviare la data delle elezioni violerebbero, se lo spostamento avvenisse dopo il 16 aprile, una chiara norma costituzionale, l'art. 61. Secondo detto articolo, infatti, 'le elezioni delle nuove Camere hanno luogo' (non quindi possono avere luogo) entro 70 giorni dalla fine delle precedenti. Poiché il Decreto di scioglimento delle Camere è del 6 febbraio, non potendo considerare tale data come 'dies a quo', ne deriva che dal 7 febbraio si debba iniziare a conteggiare i 70 giorni; si arriverebbe così al 16 aprile come termine ultimo; il supposto rinvio non potrebbe quindi essere superiore a due giorni''.
Per il segretario de La Destra, Francesco Storace, sulla riammissione della Dc "l'autogol più clamoroso è quello di Silvio Berlusconi". "Sono settimane che offende gli italiani, dicendo che si vota per lui o per Veltroni e adesso si deve inginocchiare di fronte a un simbolo che ha inventato per dar fastidio a Casini, per evitare il rinvio delle elezioni. Arriva persino a invocare i media di dare spazio alla Dc, dopo aver preteso l'abrogazione della par condicio. E' proprio vero - conclude Storace con una battuta - dopo Mortadella, arriva Pizza".
''L'ipotesi di rinvio delle elezioni è inquietante e pericolosissima'' per il vice coordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto.

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