ROMA INCIUCIONA CHE SI BARCAMEMA TRA ALEMANNO E RUTELLI (“NON SI SA MAI”)
IL VELTRONICO MALAGÒ, PRES. CIRCOLO CANOTTIERI ANIENE, ORA FA IL BIPARTISAN
IL SUO RIVALE BATTISTONI, PRES. CANOTTIERI ROMA, SI PRONUNCIA PER CICCIODURO

Fabrizio Roncone per il Corriere della Sera

Nella prima scena della storia che state per leggere - una storia molto elettorale e molto romana, con la corsa a sindaco che ormai vede Francesco Rutelli e Gianni Alemanno sorprendentemente impegnati in un ballottaggio dall'esito incerto - ecco, in questa scena iniziale c'è Giovanni Malagò che parla (ci sarebbe anche lo zampino di Carlo Rossella, presidente di Medusa Film con il gusto del cronista, ma di lui parleremo dopo).

 

Per gustarvi la scena, e coglierne il senso, dovreste comunque anche sapere tutti chi è Malagò: bene, diciamo che ha 48 anni ed è, già da tempo, piuttosto potente. Francamente bello, alto, ottimo giocatore di calcetto, appena ventenne, nonostante fosse già un gran tifoso della Roma, veniva svegliato all'alba da Gianni Agnelli (che gli chiedeva cosa accadesse, d'interessante, nei locali notturni della Capitale).

Poi Luca di Montezemolo amico fraterno, due splendide figlie avute da Lucrezia Lante della Rovere, una concessionaria che vende Ferrari e Maserati come fossero Cinquecento, la carica di presidente organizzatore dei mondiali di nuoto 2009, la fama d'essere molto amico di donne pazzesche (Carlà Brunì, per intenderci, quando sbarca a Roma: è lui, il primo uomo che chiama).

Infine, le due cosucce che, però, han sempre avuto un gran peso, in questa città: l'intimità con Walter Veltroni (a volte con lui a mollo nelle mosse acque del mare di Sabaudia) e la presidenza del prestigiosissimo Circolo Canottieri Aniene (a Roma, i circoli sul Tevere e sull'Aniene sono veri centri di potere e i soci dell'Aniene, infatti, sono personaggi del rango di Francesco Gaetano Caltagirone, suocero di Pier Ferdinando Casini e proprietario del quotidiano
Il Messaggero, sono gli armatori D'Amico, gli imprenditori Toti, i fratelli Vanzina, Luigi Abete, Carlo Verdone, Ennio Morricone, Dino Zoff, Adriano Panatta e via proseguendo a questo livello).


Allora adesso, ecco: adesso potete immaginarvi Giovanni Malagò che, lunedì sera, nel magnifico salone del suo circolo, presentando il libro di Carlo Lotti e Nino Gorio, «Un lungo cammino, 50 anni di ingegneria nel mondo», relatori Mario Sarcinelli, Cesare Romiti, Gianni Letta e - sorpresa - Francesco Rutelli, prende la parola e dice: «Vorrei sottolineare che la presentazione di questo libro fu decisa tre mesi fa, quando nessuno, ovviamente, poteva immaginare che la corsa al Campidoglio diventasse così incerta. Per questo, beh, visto che c'è Rutelli tra i relatori... ho creduto di dover invitare anche Gianni Alemanno ».

Anche. Alla fine. E se pure Alemanno non si presenta, trattenuto da altri impegni, resta l'atteggiamento bipartisan. Pesante, eloquente. Con piccoli dettagli. Tipo: Altero Matteoli e Giuseppe Consolo, ex colonnelli di An ora nella plancia del Pdl, che ascoltano, soddisfatti, e cenano in un angolo. Oppure, come accennato prima: Carlo Rossella che ieri, nella rubrica che tiene sul Foglio,
«Alta Società», scrive, allusivo: «Articolati riposizionamenti politici in corso al circolo Aniene...».

Il circolo Aniene è stato, per anni, una specie di stanza di compensazione dei poteri borghesi romani, il melting pot perfetto di commercianti e professionisti, alti burocrati e personaggi dello sport, costruttori e registi di cinema: in poche parole, il perfetto terreno di gioco del veltronismo, che tendeva a cooptare e non a escludere il ceto alto-moderato. Che tendeva, appunto: ma adesso? «Adesso - spiega Gianni Battistoni, stilista-camiciaio, presidente della potente associazione di via dei Condotti e del Circolo Canottieri Roma - i poteri forti annusano la possibile vittoria di Alemanno e, in molti casi, si riposizionano». Anche lei? «Io no, io voterò per Rutelli. Che, in questa città, ha già dato parecchio...».

 

La memoria riconoscente di Battistoni. E quella di Adriano Panatta (socio all'Aniene e, però, di parte: essendo candidato nella lista civica per Rutelli e possibile assessore allo Sport alla Provincia): «Partita difficile, che Alemanno può però perdere se scatta l'effetto appagamento ». Se scatta. Sentire, mentre esce dal bagno turco, Andrea Abodi, manager e consigliere della Canottieri Lazio (di cui fu presidente pure Cesare Previti, che Stefania Ariosto - eravamo negli spogliatoi e in piena Tangentopoli - raccontò di aver visto consegnare una busta gialla contenente denaro al magistrato Renato Squillante).

Andrea Abodi, sudato: «Mi pare ci sia una forte deriva a destra...». Qui, alla Lazio, più che altrove. Con Gianfranco Fini socio, come la sua ex consorte Daniela Di Sotto (ore trascorse in palestra). Ma capita frequentemente lo stesso Gianni Alemanno (a cena, il più delle volte).
E al Tennis Club Parioli? E alla Tevere Remo? Anche lì: chiacchiere sotto la doccia, e perfidie, e calcoli politici, e....


Dagospia 23 Aprile 2008

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