| Il
governo Berlusconi ottiene il sì del Senato. Ora il rebus delle
commissioni
Giovedì 15 Maggio 2008
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi applaude la dichiarazione
di voto di Maurizio Gasparri (Pdl) sulla fiducia al suo quarto governo
nell'aula del Senato
Silvio
Berlusconi ottiene anche la “scontata” fiducia del Senato
con 173 voti a favore, 137 contrari e 2 astenuti.
Anche oggi nel suo intervento il Cavaliere ha ribadito quelle tematiche
fortemente bipartisan che stanno caratterizzando queste giornate: “Dico
sì ad un lavoro bipartisan - ha detto il premier nel corso della
sua replica a palazzo Madama - volto ad introdurre lo statuto dell’opposizione
che riconosca anche il ‘governo ombra’ come strumento della
minoranza”. Il tutto ha spiegato ancora Berlusconi perché
adesso “il sogno di una democrazia bipolare matura è davvero
possibile”.
Da ora il quarto governo Berlusconi è nella pienezza dei poteri.
Domani dovrebbe dare il via libera alla bozza sul decreto sicurezza che
il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, gli presenterà
che e che verrà portata al primo Cdm operativo di Napoli di mercoledì
21.
Per il Cavaliere e la maggioranza del Pdl rimane ancora il rebus relativo
alle 14 commissioni parlamentari di Camera e Senato. Al Senato, per la
guida dell’Affari costituzionali resta il nome di Andrea Pastore,
senatore marchigiano che l’ha guidata nella XIV legislatura, ma
spunta anche quello “più forte”, di Beppe Pisanu. Alla
Giustizia potrebbe andare a Marcello Pera, mentre alla Esteri sembra certo
Lamberto Dini, leader dei Libdem escluso dalla compagine di governo non
senza recriminazioni. Mentre alla testa della commissione Difesa potrebbe
andare a Luigi Ramponi, An, che ha guidato la stessa commissione alla
Camera nel precedente governo Berlusconi 2001-06.
Per la Bilancio si fa il nome di Antonio Azzolini, per la Finanze quelli
di Mario Baldassarri o Giampiero Cantoni. Ma potrebbe aspirare a questa
commissione anche la Lega con Massimo Garavaglia. Alla Cultura potrebbero
andare Giuseppe Valditara (An) o l’azzurro Franco Asciutti, mentre
per i Lavori pubblici è in pole Luigi Grillo. Derby tra Mario Ferrara
e Oreste Tofani per la commissione Lavoro, anche se il clima fortemente
bipartisan di queste ore sta facendo salire le quotazioni del senatore
Pd, Pietro Ichino. Mentre è affollata di candidature la commissione
Salute: Elisabetta Casellati o Antonio Tomassini o Mario Mantovani.
Al Pd andrà, con ogni probabilità, la presidenza della Giunta
per le elezioni e le immunità: in pole position per ora c’è
Enzo Bianco.
A Montecitorio per andare a guidare la strategica (per le riforme) prima
commissione Affari Costituzionali tutti danno per favorito l’azzurro
Donato Bruno (che l’ha già guidata due legislature or sono).
Alla Giustizia salgono le quotazioni di Giulia Bongiorno di An, che se
dovrà vedere con l’altro aennino Giuseppe
Consolo. Alla Difesa si fa anche il nome di Filippo Ascierto (An)
oltre a quello dell’ex ministro Antonio Martino che però
sarebbe in corsa, assieme a Margherita Boniver, per la Esteri. Ma la presidenza
della terza Commissione potrebbe essere strappata dalla Lega, il cui gruppo
alla Camera scalpita perché si considera “maltrattato”,
con Stefano Stefani. Quasi certa l’elezione di Gianfranco Conte
(Fi) alla Finanze, mentre la commissione Bilancio dovrebbe essere presieduta
dal leghista Giancarlo Giorgetti. Alla Lega dovrebbe andare anche la presidenza
della commissione Lavoro con Davide Caparini. Per le Attività produttive
sono alte le quotazioni dell’azzurro Mario Valducci a cui si affiancano
le velleità del leghista Andrea Gibelli. Due azzurri per la Cultura
e per la Affari Sociali: nella prima è in pole la forzista Valentina
Aprea, mentre nell’altra Domenico Di Virgilio dovrebbe spuntarla.
Mentre un altro forzista, Franco Stradella, andrà a presiedere
la commissione Ambiente. Una commissione, probabilmente la Politiche Ue,
spetterebbe anche al repubblicano Giorgio La Malfa.
All’opposizione le commissioni di garanzia.
Vigilanza Rai e Copasir, dove è in corso una partita interna al
Pd e all’Idv. Alla Vigilanza Rai è quasi guerra tra Giovanna
Melandri, Leoluca Orlando (Idv) e Marco Follini. Mentre i servizi segreti
dovrebbero essere vigilati dall’ex vicepremier Francesco Rutelli.
La giunta per la autorizzazioni a procedere potrebbe essere guidata dall’ex
vicepresidente di Montecitorio, mentre l’ex coordinatore della segreteria
diessina, Maurizio Migliavacca, andrà alla giunta per le Elezioni.
|