| Alfano:
intercettazioni, a breve nuove regole
«Non
si può più andare avanti in questo modo, il disegno di legge
sarà pronto nel giro di due settimane»
DA ROMA MASSIMO CHIARI
Angelino Alfano azzarda una data: il disegno di legge sulle intercettazioni
sarà «pronto in due settimane». Il ministro della Giustizia,
che anche ieri ha incontrato Silvio Berlusconi, spiega che il governo
punta a un riordino del sistema che, mantenendo l’efficacia di un
sistema inquirente, salvaguardi la privacy di vittime e indagati. «Non
è più possibile vedere sbattuti sui giornali intercettazioni
che nulla hanno a che vedere con i procedimenti», tuona Alfano in
un’intervista concessa al ' Giornale'. E spiega ancora: «Non
è più possibile che nessuno paghi per questo. Non vogliamo
mettere un bavaglio a nessuno, ma si tratta di una regola di civiltà.
Il punto debole iniziale è chi divulga la notizia ».
Non basta. Il progetto ( inizialmente si pensava di presentarlo in tempi
ancora più rapidi) è articolato. «Meno notifiche inutili
e meno scarcerazioni facili. Bisogna aggiornare il sistema con i procedimenti
telematici, salvaguardando le garanzie delle parti, ma ottenendo più
celerità ed efficienza» , spiega ancora il Guardasigilli
che ' regala un ulteriore spunto di riflessione: «La garanzia dei
tre gradi di giudizio sia imprescindibile, ma certamente un filtro per
la Cassazione va creato». Per Alfano c’è un altro aspetto
da non sottovalutare: «Nel programma – va avanti – c’è
il rafforzamento della distinzione delle funzioni e in questa logica ci
muoveremo. Ma sulla giustizia non abbiamo totem ideologici, nè
bandiere da sventolare, bensì l’esigenza di accorciare la
durata dei processi e rendere più efficiente il sistema».
È comunque l’annuncio che sulle intercettazioni si va avanti
a spingere Veltroni a battere un colpo. «La nostra posizione è
sempre quella, non cambia», dice il segretario del Pd ai giornalisti
che gli chiedono se il Pd presenterà una sua proposta, in vista
del provvedimento annunciato dal ministro della Giustizia. Non aggiunge
altro e allora resta la posizione presa dal Pd in campagna elettorale:
le intercettazioni devono poter essere sempre consentite (non solo per
reati di mafia e di terrorismo, come invece sosteneva il Pdl), ma la diffusione
e la pubblicazione andava assolutamente vietata. Dal centrodestra replica
l’avvocato Giuseppe Consolo. «La
posizione di Walter Veltroni, presa a nome del Pd, non tiene in alcun
conto quanto è accaduto negli ultimi anni in Italia» , sbotta
il parlamentare del Pdl che chiosa: «Vi sono state, infatti, nel
nostro Paese intercettazioni del tutto inutili per le indagini, ovvero
utili ma coperte da segreto istruttorio, intercettazioni sempre pubblicate
che hanno violato senza ritegno il diritto alla riservatezza del cittadino
ovvero la segretezza delle indagini. Come può limitarsi, Veltroni,
a responsabilizzare il magistrato a che l’intercettazione non sia
pubblicata, senza prevedere di sanzionare gli editori? Prevedere una responsabilità
in capo ai soli magistrati significa infatti non cambiare lo statu quo
e far finta di innovare la legislazione affinchè nulla in realtà
cambi».
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