Schifani: ''Condanno ingiurie e vergognosi attacchi''

Veltroni, ultimatum a Di Pietro: ''Scelga tra noi e la piazza che insulta''

Il leader del Partito Democratico: ''Da ieri sono cambiate molte cose.''. Il 25 ottobre manifestazione del Pd. Ma il numero uno dell'Idv replica: ''Non mi dissocio. Nessuno pensi di intimidirci''. La condanna della Chiesa: ''Quanto avvenuto non merita commenti''. Fini: ''Chi semina vento raccoglie tempesta''. (Il video). Casini: ''Quella piazza è la migliore alleata di Berlusconi''. Lodo Alfano, via libera in commissione. Partecipa al forum

Roma, 9 lug. (Adnkronos/Ign) - Bufera su Piazza Navona. Il giorno dopo la manifestazione 'No Cav day', infuria la polemica intorno agli attacchi lanciati da Sabina Guzzanti e da Beppe Grillo al presidente della Repubblica Napolitano e al Papa. Sia la Chiesa sia il mondo politico, presidenti della Camere in testa, prendono le distanze dalle parole pronunciate all'indirizzo del Colle e del vaticano.

La Diocesi di Roma esprime oggi, con un breve comunicato, "il suo profondo dispiacere per le parole offensive riferite al santo Padre" nel corso della manifestazione svoltasi ieri sera . "Quanto avvenuto - conclude la breve nota - non merita ulteriori commenti".

Forte anche la condanna del presidente della Camera, Gianfranco Fini: quei politici che ieri hanno offerto il palco a chi ha pronunciato "espressioni oscene nei confronti del Papa" e "insulti al Capo dello Stato" dovrebbero riflettere, anche perché "chi organizza le manifestazioni deve essere cosciente che chi semina vento raccoglie tempesta".

"Le espressioni oscene nei confronti del Papa, gli insulti al Capo dello Stato sono comportamenti che non hanno nulla a che vedere con la satira", ha rimarcato il responsabile dell'assemblea di Montecitorio, aggiungendo che "chi se ne rende responsabile non è un comico ma un esibizionista che va trattato come tale".

Questa mattina, in apertura di seduta a palazzo Madama il presidente del Senato Renato Schifani aveva espresso solidarietà al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e a Benedetto XVI. ''Nessuno - ha detto Schifani - può condividere le ingiurie ascoltate ieri sera''.

"Nessuno può, in quest'Aula, condividere i contenuti e le forme delle ingiurie che abbiamo ascoltato - ha aggiunto la seconda carica dello Stato - La libertà, a tutti preziosa, di manifestare le proprie idee non può, in alcun modo, assumere i toni dell'oltraggio volgare, della consapevole falsità, dell'umiliazione vigliacca dell'altro".

Intanto si registra la presa di distanza del Pd dalla manifestazione. L'opposizione alle politiche del governo l'Italia dei Valori l'ha fatta "a chiacchiere" con "le urla e le grida" di ieri a piazza Navona ma "i risultati li abbiamo ottenuti noi", dice Walter Veltroni a 'Matrix' rivendicando la linea tenuta dal Pd nel fare opposizione e i risultati ottenuti: "Abbiamo bloccato il decreto 'salva Rete4', abbiamo bloccato il decreto sulle intercettazioni e ora speriamo di far saltare la norma 'blocca-processi'".

Secondo Veltroni da ieri sono cambiate molte cose e soprattutto c'è stata "un'operazione di chiarezza". "Ieri - aggiunge il leader del Pd - è stato messo in chiaro che in Italia c'e' una opposizione riformista dura e che in Parlamento ottiene risultati. Poi, c'è un'area che ieri si è espressa in maniera caotica e confusa e che ha fatto il più bel regalo a Berlusconi tanto che sembrava che la sceneggiatura l'avesse scritta proprio lui".

Quindi Veltroni lancia un ultimatum al partito di Antonio Di Pietro, chiedendo all'Idv di scegliere tra la piazza di ieri e un'opposizione riformista. "Di Pietro deve dire se vuole continuare a fare manifestazioni con Grillo e Travaglio o tornare in un recinto razionale e riformista. Se vuole stare con chi insulta il capo dello Stato, può farlo, ma prenda una decisione perché la contraddizione è sua".

Il leader dell'opposizione rivendica di non essere stato lui a non mantenere il patto sottoscritto con l'Idv in campagna elettorale. "Di Pietro aveva preso un impegno e dopo le elezioni lo ha stracciato. Lezioni di etica politica da lui faccio fatica a prenderle".

"Se ieri avessi deciso di portare il Pd in piazza - spiega ancora Veltroni - oggi il Partito democratico sarebbe stato un cumulo di macerie. E' stato giusto non esserci". E aggiunge: ''Se ieri Berlusconi dal Giappone era sintonizzato su un canale che trasmetteva la manifestazione, ha goduto''.

Il prossimo 25 ottobre il Partito democratico scenderà in piazza. 'Salva l'Italia!', s'intitola la petizione che il Partito democratico ha promosso e che partirà dal fine settimana per concludersi il 25 ottobre, in occasione della manifestazione nazionale indetta dal partito. E "ci sono le condizioni - dice il leader del Pd - per portare milioni di persone in piazza ad ottobre".

Non si fa attendere la replica di Di Pietro, che non ha ripensamenti: ''Non mi dissocio dalla manifestazione di ieri, dal senso vero delle parole di Grillo o di Travaglio, né dalle persone che sono venute ieri a piazza Navona", precisa il leader dell'Idv. "Esiste un diritto di critica e ieri lo abbiamo esercitato - ha continuato l'ex pm - Nessuno pensi di intimidire l'Idv con aut aut di sorta. La nostra forza ci proviene dai cittadini che ci hanno votato e solo ad essi dobbiamo obbedire. Non ad altri".

Ma il botta e risposta a distanza con il Pd non finisce qui, perché Veltroni controreplica: ''Se Di Pietro sceglie Grillo e non il Pd, questo è un elemento di chiarezza definitiva. E' una decisione politica".

"Davvero uno spettacolo triste. Questa opposizione di guitti che si esibiscono in piazza rispolverando manette e demagogia, non fa proprio bene all'immagine del Paese", commenta Giuseppe Consolo, vice presidente della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio. ''Privi di altri argomenti continuino pure i nostri avversari, che stento a definire 'politici', ad esibirsi sulla scia dei comici. Noi - taglia corto l'esponente del Pdl - abbiamo un diverso modo di fare politica".

Non usa mezzi termini il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini: ''Con i toni, gli insulti e le offese della piazza di ieri non si va da nessuna parte. Quella piazza è la migliore alleata politica di Silvio Berlusconi'.

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