| Veltroni
attacca sulla sicurezza: "Via i tagli o sarà battaglia"
"O
ci sarà un intervento per ripristinare le condizioni prima del
taglio di 3,2 miliardi per la sicurezza o noi utilizzeremo tutti gli strumenti
di opposizione per impedire che l’incolumità dei cittadini
sia messa a repentaglio'’. Il decreto sicurezza è passato
alla Camera, ma è proprio sull’ordine pubblico che Walter
Veltroni attacca il governo. Il segretario del Pd annuncia battaglia contro
i tagli previsti dal governo al budget delle forze dell’ordine.
‘’Sembra incredibile” ha detto il leader Pd "che,
mentre siamo impegnati al voto sul dl sicurezza, si corrisponda nella
manovra a misure assolutamente in contrasto per garantire la presenza
delle forze dell’ordine sul territorio'’.
Veltroni ha annunciato quindi l’impegno del Pd per "bloccare”
la manovra sull’ordine pubblico. Inclusa la polemica ordinanza sulle
impronte digitali ai bambini rom: "Vista la proposta di inserire
le impronte digitali per tutti (inserita in un emendamento approvato nella
notte, ndr) dal 2010 ora bisogna immediatamente sospendere la misura per
i rom”. "Abbia la decenza di stare zitto” gli risponde
poco dopo il ministro Maroni: ‘’Bisogna leggere i documenti.
La nostra è un’ordinanza che riguarda i censimenti nei campi
nomadi e non contro i rom. E prevede che i censimenti si facciano attraverso
rilievi fotosegnaletici, tra cui le impronte digitali'’.
‘’Veltroni si vada a rileggere” aggiunge il ministro
dell’Interno "il patto per la sicurezza a Milano che Amato
ha firmato durante il governo Prodi. Lì si parlava di ‘emergenza
rom’, lì era discriminazione etnica e noi l’abbiamo
corretta'’. Intanto però il partito di Veltroni attacca a
testa bassa sui tagli alle spese per le forze dell’ordine, sfruttando
la giornata di mobilitazione indetta per domani da sindacati di polizia
e Cocer militari: "Risulta ormai a tutti evidente" scrive la
senatrice Maria Incostante in una nota "che il tema della sicurezza
per il governo sia solo un fatto di spot propagandistici". "Il
ministro della Difesa" dice invece Roberta Pinotti "dovrebbe
far valere il suo peso e quello della sua componente politica per rimediare
al più presto. Noi crediamo che togliere risorse alla manutenzione
dei mezzi e alla formazione del personale militare sia inaccettabile".
Si accoda anche Casini: ‘’La nostra astensione al decreto
sicurezza è un segnale preciso, ma anche una richiesta al governo:
più soldi per le forze dell’ordine perché senza mezzi
finanziari non si può essere efficaci nel combattere il crimine'’.
Nega i tagli al budget Giuseppe Consolo
(Pdl)"L’opposizione inspiegabilmente agita fantasmi. Da parte
nostra rassicuriamo gli italiani e le forze dell’ordine: non ci
saranno tagli alle risorse per la sicurezza nè meno agenti per
le strade. Invece è vero esattamente il contrario'’. Ma il
ministro della Difesa Ignazio La Russa, dal salone aerospaziale di Farnborough,
si sente in dovere di rassicurare i militari: "Ci sarà un
confronto" dice, "non sono disposto a fare da scendiletto quando
ci sono provvedimenti che non condivido'’ ma poi riconosce la necessità
di contribuire ai tagli della spesa pubblica: "nessuno e indenne". |