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messaggio inviato al convegno in onore dell'avvocato Chiusano
Napolitano: ''No ai processi-spettacolo''
Il presidente della Repubblica: ''Occorre recuperare equilibrio per assicurare
il rispetto della dignità e del decoro delle persone''. Anm: stop
attacchi alle toghe. Amareggiato Di Pietro: ''Il capo dello Stato doveva
dire di più''
Roma,
21 lug. (Adnkronos/Ign) - No alla spettacolarizzazione dei processi. Il
nuovo monito sulla giustizia e, in particolare, sulla giustizia-spettacolo
il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (nella foto) lo lancia
nel messaggio inviato in occasione del convegno su giusto processo e libertà
di informazione organizzato in onore dell'avvocato Vittorio Chiusano.
''Nel momento in cui si riscontra una tendenza alla spettacolarizzazione
dei processi - evidenzia il capo dello Stato - connotata anche dalla divulgazione
di notizie attinenti a terzi estranei alle vicende che ne costituiscono
oggetto, occorre recuperare equilibrio per assicurare il rispetto della
dignità e del decoro delle persone coinvolte. Il rigore intellettuale
e la sapienza giuridica dell'avvocato Chiusano possono rappresentare stimolo
formativo per chi a vario titolo opera nel settore giudiziario e spunto
rilevante per la elaborazione di condivise modifiche al sistema normativo
vigente''.
L'Associazione nazionale magistrati condivide le parole del capo dello
Stato. Ma nello stesso tempo chiede uno stop agli attacchi contro il mondo
delle toghe. Il presidente dell'Anm Luca Palamara sottolinea di recepire
l'appello di Napolitano "sulla necessità di trovare un punto
di equilibrio tra diritto alla riservatezza, diritto di cronaca e accertamento
dei reati, però, oggi c'è anche un'altra emergenza: non
solo serve più tutela per la dignità di chi viene sottoposto
a procedimento penale, ma anche dei magistrati titolari di indagine spesso
oggetto di aggressioni ingiustificate e volgari provenienti da chi ricopre
incarichi istituzionali".
Per il Pdl, Giuseppe Consolo, vice presidente
della Giunta delle Autorizzazioni di Montecitorio sottolinea che del ''giusto
monito del Capo dello Stato dovrebbero ricordarsi quanti, ad esempio in
materia di intercettazioni telefoniche ed ambientali, vorrebbero pubblicizzare
e pubblicare gli atti, ancorché coperti da segreto istruttorio.
E' inutile manifestare oggi un giusto assenso alle parole del presidente
della Repubblica e dimenticarsene domani, proteggendo la pubblicazione
degli atti in virtu' di un inesistente diritto di cronaca''.
In casa dell'opposizione, invece, critico il leader dell'Italia dei valori
Antonio Di Pietro, "nel momento in cui ci sono esponenti della maggioranza
che chiamano 'cloaca' il Csm, il Capo dello Stato dovrebbe dire di più".
''Si può avere - spiega Di Pietro - massimo rispetto per il Capo
dello Stato e nello stesso tempo essere amareggiati dai suoi continui
interventi a senso unico". "Il Capo dello Stato - conclude il
leader dell'Idv - dovrebbe dire altre cose, di più, rispetto a
una giusta attenzione al fatto che non ci sia la spettacolarizzazione
dei processi. Dovrebbe dire che non ci sia nemmeno la spettacolarizzazione
della delinquenza e dell'eliminazione di una funzione così importante
quale è quella della giustizia nel nostro Paese"
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